LE PATOLOGIE DELLA VOCE

 

Dott. Davide Pagani

Medico Chirurgo

Specialista in Otorinolaringoiatria

Dirigente Medico I livello, U.O. di Otorinolaringoiatria Fondazione IRCCS Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena

e-mail (per informazioni e consulti): davide.pagani@alice.it

 

Studio medico polispecialistico Arcamedica

Via Carlo Giuseppe Merlo 1

20121 Milano

Telefono (per appuntamenti) 02-89.05.29.70

Fax 02-89.05.29.74

Cell. 349-18.84.532

Sito internet www.arcamedica.net

 

La voce è un fenomeno multidimensionale e numerosi organi concorrono alla sua realizzazione così come noi la percepiamo: i polmoni producono un flusso d’aria che mette in vibrazione le corde vocali dando origine ad un suono “grezzo” laringeo, che viene amplificato e modificato nel passaggio attraverso la faringe, le fosse nasali e la cavità orale, acquisendo le caratteristiche timbriche, che sono diverse per ciascun individuo. Gli organi articolatori (lingua, palato molle, labbra) modificano ulteriormente il suono vocale arricchendolo di suoni e rumori articolatori e trasformandolo in linguaggio articolato (parole).

Durante l’emissione della voce le corde vocali devono essere in posizione di chiusura (detta adduzione) affinché il flusso d’aria proveniente dai polmoni possa determinare una pressione al di sotto delle corde vocali stesse (pressione sottoglottica) sufficiente a determinare una vibrazione tissutale e la conseguente produzione di suono.

 

Numerose sono le patologie che possono modificare la qualità della voce. L’elenco che segue non vuole essere né esaustivo né completo, ma vuole unicamente rappresentare una breve descrizione delle patologie delle corde vocali più comunemente riscontrate.

 

Noduli: si presentano come ispessimenti della superficie delle corde vocali; sono in genere bilaterali e simmetrici, e si localizzano sotto il margine libero delle corde vocali, all’unione tra il 1/3 anteriore ed il 1/3 medio. Si tratta di una sorta di “callo” della corda vocale. Sono frequenti in chi utilizza la voce in modo assiduo (surmenage vocale) oppure in coloro che utilizzano la voce in modo non corretto (malmenage vocale).

 

Polipi: si tratta di neoformazioni sessili o peduncolate, in genere monolaterali, che si localizzano a livello del margine libero o del versante superiore della corda vocale. Sono spesso associate ad una lesione da contatto sull’altra corda vocale, provocata dall’urto del polipo contro la corda sana durante la vibrazione cordale.

 

Edema di Reinke: consiste in un rigonfiamento (edema) di un ristretto spazio, detto appunto spazio di Reinke, che si localizza immediatamente al di sotto dell’epitelio del bordo libero delle corde vocali. È frequente nei fumatori che abusano della voce e conferisce un timbro vocale molto caratteristico, in particolare nelle donne, che acquisiscono una voce “mascolina”. Nei gradi più lievi di questa patologia, può essere consigliabile eliminare unicamente i fattori irritativi cronici (fumo di sigaretta, abuso vocale) e sottoporre il paziente a visite specialistiche periodiche. Se con tali semplici misure non si assiste ad una riduzione significativa dell’edema e permane una alterazione significativa della voce, può essere consigliabile un intervento di “lifting” delle corde vocali.

 

Ectasie vascolari: si tratta di proliferazioni di capillari che in genere interessano il margine superiore della corda vocale sotto forma di varici. Il loro corretto inquadramento diagnostico è fondamentale, in quanto spesso sono il segno di una condizione di “sforzo vocale cronico” in un soggetto che utilizza eccessivamente ed in modo incongruo la voce. In alcuni casi la varice può essere il segno di una malformazione laringea occulta (come ad esempio una cisti), posta al di sotto della varice stessa. Si parla in questo caso di “varice sentinella”.

 

Cisti: si tratta di formazioni sferoidali, di volume più o meno grande, delimitate da una parete propria, che determinano una rilevatezza, talora minima, della superficie della corda vocale. Possono essere acquisite (cisti da ritenzione) o congenite, ossia già presenti alla nascita (cisti epidermoidi). La diagnosi, soprattutto per le cisti congenite, può essere particolarmente difficoltosa e richiedere un approfondimenti diagnostico mediante la videolaringostroboscopia.

 

Sulcus glottidis: si tratta di una invaginazione della mucosa delle corde vocali che aderisce profondamente al legamento vocale impedendo in tal modo una corretta progressione dell’onda mucosa durante la vibrazione fonatoria delle corde vocali. È una malformazione laringea congenita, conseguente all’apertura verso l’esterno di una cisti intracordale nei primi mesi di vita.

 

Microdiaframma laringeo: si tratta di un piccolo ponte mucoso congenito che unisce, a livello della commissura anteriore, le due corde vocali. Spesso si trova associato a noduli cordali ai quali, secondo alcuni Autori, predispone.

 

Ponti mucosi: si tratta di cordoni mucosi di larghezza variabile e decorso longitudinale tesi tra due punti di inserzione, anteriore e posteriore, della corda vocale. L’eziologia è analoga a quella del sulcus glottidis, cui spesso si trova associato.

 

Papillomatosi laringea: si tratta di un tumore benigno della laringe; se ne distingue una forma giovanile, ricorrente e caratterizzata dalla presenza di numerose lesioni papillomatose ed una forma adulta, in genere caratterizzata da un’unica lesione, con minor tendenza alla recidiva, ma con un maggiore rischio di degenerazione. La causa è un virus, il papillomavirus umano (HPV). L’evoluzione è imprevedibile e di conseguenza il trattamento deve essere individualizzato.

 

Cicatrici delle corde vocali: sono nella maggior parte dei casi iatrogene, conseguenti a precedenti interventi sulle corde vocali; più raramente possono rappresentare la sequela di traumi laringei dovuti ad incidenti (fratture laringee). Le cicatrici creano delle aree di rigidità che non consentono una adeguata vibrazione cordale in quanto arrestano il fluire dell’onda mucosa.

 

Paralisi laringea: la paralisi laringea deriva dalla lesione di uno o più dei nervi responsabili della motilità delle corde vocali. Si configurano quindi condizioni cliniche differenti a seconda delle strutture nervose coinvolte.

Paralisi laringea monolaterale: è il quadro clinico di più frequente riscontro, ed è dovuta a lesioni del nervo laringeo ricorrente (NLR) durante chirurgia del collo (ad esempio tiroidectomia, interventi sulla carotide) o chirurgia toracica (chirurgia su esofago, polmone, cuore, ecc.), traumi cervicali, tumori del collo, del torace o della base cranica, infezioni virali e cause idiopatiche (non conosciute).

Il quadro clinico è caratterizzato da  voce soffiata, di volume ridotto,  considerevole affaticamento vocale, sensazione di fame d’aria durante l’eloquio, affaticamento generale dovuto all’aumentato sforzo respiratorio e disfagia, specie per i liquidi.

Paralisi laringea bilaterale: in questa condizione entrambe le corde vocali sono paralizzate, determinando nella maggior parte dei casi un significativo restringimento della via aerea laringea. La causa più frequente è l’esito di chirurgia del collo (tiroidectomia totale). Il sintomo prevalente è costituito dalla difficoltà respiratoria che spesso tende ad aggravarsi con il passare degli anni. Anche le altre funzioni laringee (fonatoria e di difesa durante la deglutizione) sono compromesse in modo variabile da caso a caso a seconda della posizione assunta dalle corde paralizzate.